venerdì 28 giugno 2013

Emanuela è in Paradiso.

Mercoledì scorso nella trasmissione "Chi l'ha visto?" la mamma di Emanuela Orlandi ha raccontato che quando con la sua famiglia incontrò Papa Francesco in piazza S.Pietro con la folla che lo acclamava, il Papa mentre la salutava le disse:
"Emanuela è in Paradiso"
e lei rispose:
"Sia fatta la volontà di Dio".

lunedì 24 giugno 2013

Andate controcorrente.

E' l'esortazione rivolta ai giovani da Papa Francesco nell'Angelus di domenica scorsa.
Mi sono sentito un po' orgoglioso del nome che ho dato a questo blog che praticamente corrisponde all'esortazione del Papa.



mercoledì 19 giugno 2013

Omissioni.

Si può peccare con pensieri, parole, opere e omissioni.
Il nostro governo in questi giorni è all'affannosa ricerca di una soluzione per evitare l'aumento dell'IVA dal 21 al 22% e per cancellare l'IMU dalla prima casa, e sono tutti disperati perché non sanno dove trovare i soldi.
Piccolo suggerimento: aumentate di qualche punto l'ultima aliquota irpef, quella 43% sui redditi oltre i 75.000 euro l'anno. Non dico di riportarla al 72% come era fino al 1984, ma aumentarla di qualche punto non rovinerebbe i poveri ricchi. Si sta bene attenti a non nominare questa possibilità perché proprio non riesco ad immaginare con quale faccia dovrebbero dire che non si può fare.
Ormai il PD, che con Letta (partecipante al gruppo Bilderberg) ora è al governo, ha perso i connotati di sinistra e non difende più la povera gente.

giovedì 6 giugno 2013

Spirale perversa

L'euro ci protegge dall'inflazione e dalla svalutazione,  le malattie congenite che affliggevano la nostra vecchia e cara (solo in senso affettivo) lira.
Tuttavia si deve constatare che per l'Italia il rimedio (adesione all'euro) si è rivelato peggiore del male. La stabilità monetaria ha orientato le scelte dei risparmiatori verso l'accumulo di denaro in considerazione del fatto che con l'euro il suo valore è relativamente stabile.
L'investimento più sicuro e redditizio, anche per le banche, è prestare soldi allo Stato che, a causa dell'immenso debito pubblico che va sempre ad aumentare, si trova sempre di più nell'affannosa ricerca di denaro in prestito.
Non c'è bisogno di andare a cercare paradisi fiscali lontani, basta prestare soldi allo stato italiano. Sugli interessi dei titoli di stato (BOT, PTP, CTZ, ecc.) si paga solo l'imposta del 12,50 % e qualche altra cosa di imposta di bollo sul deposito titoli.
Sulla rendita finanziaria di tutte le altre forme di investimento si paga l'imposta del 20% e basta.
Invece sui redditi derivanti dal lavoro  (dipendente, autonomo, impresa, pensione) si paga l'irpef che parte da un'aliquota minima del 23% sui redditi fino a 15.000 euro l'anno e arriva al 43% sulla parte di reddito che supera i 75.000 euro l'anno, e un'infinità di altri balzelli che portano la pressione fiscale nei confronti di chi fa impresa e crea lavoro a livelli insostenibili.
In pratica sta succedendo che l'Italia da una repubblica fondata sul LAVORO sta diventando una repubblica fondata sull'EURO.
Questo causa un enorme aumento della disoccupazione e della disperazione di chi perde il lavoro.
Chi invece è riuscito ad intrufolarsi nella classe dirigente e benestante ha tutto l'interesse a trattenere i lauti guadagni in quanto non perdono valore, anzi prestandoli allo Stato producono una buona rendita praticamente esentasse.