lunedì 18 novembre 2013

Matteo Renzi falso messìa.



“ … Fa venire in mente una bellissima frase di ieri di Papa Francesco: diffidate dei falsi messìa e dei falsi santoni … “

domenica 17 novembre 2013

SOLIDARIETA'

Papa Francesco:
" ... la parola SOLIDARIETA' sta sparendo dai vocabolari ... "

-o-o-o-o-o-o-o-

Decreto legge 13/8/2011 n. 238 (governo Berlusconi): imposta straordinaria del 3% sui redditi soggetti all'irpef  applicata alla parte eccedente i 300.000 euro l'anno, in vigore dal 1/1/2011 al 31/12/2013.
Il governo di Enrico Letta nel predisporre la legge di stabilità, nella massima e più vigliacca segretezza, ha dovuto trovare i soldi per tappare anche quel buco che si creerà dal 1° gennaio 2014 nelle finanze dello Stato per la suddetta scadenza. Quanti sono? Non lo so, ma deve essere un bel gruzzoletto, tutti soldi che andranno a rimpinguare le già stracolme tasche dei paperoni d'Italia.
Letta non ha avuto il coraggio di prorogare il contributo di solidarietà e, in considerazione che la crisi si è acuita, magari alzare l'aliquota e abbassare la soglia del reddito. Ma che cosa ci si poteva aspettare da uno che partecipava alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg? 

domenica 10 novembre 2013

INTERVISTA


CHE COS’E’ L’IRPEF?
E’ l’abbreviazione di “imposta sul reddito delle persone fisiche”. E’ stata istituita nel 1973 in attuazione dell’art. 53 della costituzione e ad esso si ispira, anzi è più preciso dire “si ispirava”. Considerato che è un articolo breve, ma assai significativo, vale la pena riportarlo:


“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Per capire il concetto di “progressività” riporto il prospetto che si trova nelle istruzioni che l’agenzia delle entrate fornisce per la compilazione della dichiarazione dei redditi e il calcolo dell’irpef. Queste sono le aliquote ( o percentuali) progressive a cui non sono state apportate variazioni dal 2007.



QUALI VARIAZIONI SIGNIFICATIVE HA AVUTO L’IRPEF NEL CORSO DEGLI ANNI E QUALE GOVERNO LE HA FATTE?

Quando entrò in vigore nel 1974 capo del governo era Andreotti e c’erano ben 32 aliquote progressive : la prima aliquota sui redditi fino a 2 milioni di lire l’anno era del 10%, mentre l’ultima aliquota sui redditi oltre 500 milioni di lire l’anno era del 72%. Altro che Hollande! Eppure il giovane Berlusconi è riuscito lo stesso ad arricchirsi!

Dal 1983 iniziò la svolta: le aliquote da 32 passarono a 9, la prima aliquota sui redditi fino a 11 milioni di lire dal 10 passò al 18% e l’ultima sui redditi oltre 500 milioni passò dal 72 al 65%. Allora c’erano i governi Spadolini e poi Fanfani.

Dal 1989 i governi Goria e De Mita portano sconti per tutti: le aliquote si riducono a 7, la prima aliquota sui redditi fino a 6 milioni di lire passò al 10% e l’ultima sui redditi oltre 300 milioni di lire passò al 50%. Un gradito regalo (un grosso sconto sulle imposte) per il non più giovane ma ricchissimo Berlusconi, che si accingeva a scendere in politica.

Comunque vedo che la risposta a questa domanda si fa complicata per me che scrivo e sicuramente ostica per chi legge specialmente se non è pratico dell’argomento. Di conseguenza chi è interessato a conoscere la storia delle aliquote irpef in Italia può consultare il seguente link
http://www.ssef.it/sites/ssef/files/Documenti/Rivista%20Tributi/Supplemento%201-%20Libro%20Bianco/Capitoli%201%20-%20I.pdf




Si aprirà un documento pdf di 59 pagine della scuola superiore del ministero dell’economia e finanze; tranquilli, non dovete leggere tutto ma andare direttamente a pag. 29 o 30 dove si trova un’appendice con i prospetti per il calcolo dell’irpef dal 1974 fino ai nostri giorni.

Il succo della questione è che negli ultimi 25 anni l’irpef è andata progressivamente a diminuire per i redditi alti e ad aumentare per i redditi bassi. E’ dall’anno 2004 che sui redditi alti l’aliquota massima è il 43%, che corrisponde al minimo storico da quando è stata istituita l‘irpef..


CHI DECIDE LA PERCENTUALE DELL’IRPEF

E’ una decisione che prende il governo in carica nell’ambito delle cosiddette “finanziarie” o “leggi di stabilità“, provvedimenti che devono essere approvati dal Parlamento, e cioè dal Senato (315 senatori) e dalla Camera (630 deputati).


QUANTO E’ IL REDDITO DELL’ALIQUOTA MASSIMA E QUANTO QUELLO DELL’ALIQUOTA MINIMA?

Per capire la risposta è necessario avere presente il prospetto già prima riportato che è in vigore dal 2007:



Esempio:
Stipendio mensile imponibile €. 1.250,00 imposta €. 287,50 (aliquota 23%)
Stipendio mensile imponibile €. 4.583,33 imposta €. 1.435,00 (aliquota massima 38%)
Stipendio mensile imponibile €. 6.333,33 imposta €. 2.154,16 (aliquota massima 43%)
Stipendio mensile imponibile €. 12.500,00 imposta €. 4.805,83 (aliquota massima 43%)

N.B. per semplificare non ho tenuto conto delle deduzioni e detrazioni per familiari.


SECONDO TE CHE MESTIERE SVOLGONO GLI APPARTENENTI ALL’ALIQUOTA MASSIMA E ALL’ALIQUOTA MINIMA?

Cominciamo dal basso:

In prima posizione ci sono gli “incapienti” cioè le persone che non hanno alcun reddito o guadagnano così poco che non pagano nessuna imposta e cioè chi vive di espedienti o lavoretti in nero e pensionati al minimo.

Entro l’aliquota minima ci sono i pensionati fino a 1250 euro mensili, gli operai comuni, impiegati e lavoratori autonomi con un reddito imponibile fino a 1250 euro al mese.

Nelle aliquote intermedie troviamo le stesse categorie con pensioni più alte, operai specializzati, impiegati, insegnanti, medici, lavoratori autonomi con reddito imponibile da 1.300 a 6.000 euro al mese.

Nell’ultima aliquota, cioè 43%, ancora alcune delle precedenti categorie con un reddito imponibile superiore a 6.300 euro al mese e quindi dirigenti, magistrati di alto livello, militari graduati e chissà quanti altri dato che le alte retribuzioni è bene non renderle note. Qui troviamo quelli che io definisco “intrusi” e cioè quella categoria di persone che per i loro alti meriti e responsabilità e soprattutto per i lauti guadagni meriterebbero di essere annoverati in un’aliquota massima più consona ai loro meriti e cioè 50 o 60% . Parlo degli alti dirigenti, dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei generali, pensionati d’oro, ecc. . Mi domando come mai una persona cosi ricca e prestigiosa come Silvio Berlusconi non si vergogni di condividere l’aliquota massima del 43% con quei poveracci che guadagnano solo oltre i 6.300 euro al mese.


PERCHE’ LA GENTE NON SI ACCORGE DI UN MECCANISMO COSI’ SEMPLICE?

Secondo me perché i mezzi di informazione di massa sono in mano a chi ha tutto l’interesse che a non divulgare notizie disinteressate che mettano le persone nelle condizioni di capire questi meccanismi. Ritengo che il meccanismo per la maggiorparte delle persone non sia affatto semplice. E poi uno che guadagna pochissimo o niente non ha nessun incentivo ad informarsi su come e quanto si deve pagare di irpef.


CHE POSIZIONI E OPINIONI HANNO ESPRESSO I POLITICI A PROPOSITO DELL’IRPEF?

Nell’ultima campagna elettorale Berlusconi proponeva, tra l’altro, la modifica dell’ irpef (ora ire) con l’istituzione di due sole aliquote: 23% per i redditi fino a 40.000 euro l'anno e 33% per quelli oltre tale limite.

L'accusa degli avversari era quella di promettere cose che poi non avrebbero potuto essere mantenute, senza dare il giusto rilievo alla fregatura ancora più grossa che la proposta conteneva nei confronti delle persone con reddito medio basso. Tenendo presente che attualmente l'aliquota massima dell'irpef sui redditi oltre 75.000 euro l'anno è del 43%, non ci vuole molto ad immaginare lo sconto colossale (33% anzichè 43%) sulle imposte che Berlusconi intendeva regalare a se stesso e a chi ha un reddito superiore a 75.000 euro l'anno che provocherebbe una voragine nelle già disastrate finanze dello Stato.

A Ballarò la parlamentare del p.d.l. Gabriella Lorenzin tempo fa ha dichiarato candidamente che sarebbe opportuno abolire la progressività delle aliquote irpef, con buona pace dell’art. 53 della costituzione.




 


IN POCHI APPARTENGONO ALL’ALIQUOTA MASSIMA, SECONDO TE BASTEREBBE AUMENTARLA PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE?

Sicuramente tornare ad aumentare gradualmente le tasse a chi ha redditi più alti consentirebbe di aiutare chi non paga nulla di irpef perché non ha alcun reddito. La prova che chi ha alti redditi è stato agevolato dal fisco è che l’industria del lusso, al contrario di tutte le altre attività, va a gonfie vele. Inoltre ultimamente i mass media danno sempre più spesso notizia della scoperta di ingenti tesoretti che prendono il largo dall’Italia verso i paradisi fiscali.

Comunque la sintesi della situazione è che il peso dell’imposizione fiscale sta transitando dalle imposte dirette alle imposte indirette: lo ha detto esplicitamente il ministro dell’economia Grilli ospite di una trasmissione televisiva con le testuali parole “nelle moderne democrazie si aumentano le imposte indirette e si diminuiscono le imposte dirette”. Stesso concetto era stato espresso l’anno scorso nientemeno che dal presidente della Corte dei Conti Gianpaolino il quale nel presentare la relazione annuale della Corte dei Conti auspicava un passaggio del peso della tassazione dalle persone dalle persone alle cose. Questi concetti per i poveri cristi, che hanno il problema di come fare per campare, non significano niente. In realtà Grilli e Gianpaolino dicono che le tasse le devono pagare anche chi è un morto di fame perché senza ccorgersene le paga su ciò che mangia e consuma come per esempio sulla benzina della vecchia panda scassata, sulle sigarette che gli hanno insegnato a fumare per sentirsi importante, sui gratta e vinci a cui affida le sue ultimme illusioni, e sui pochi spiccioli che riesce a spendere facendo qualche debito che mai restituirà o magari rubando qualche moneta dalle cassette delle elemosine. Quelle sono delle imposte indirette.

COME FAI A SAPERE QUESTE COSE?

Reminiscenze scolastiche degli anni 1968, 1969, 1970 di istituto professionale per il commercio e merito di un bravo insegnante di economia aziendale di cui ancora ricordo alcuni insegnamenti. Ma soprattutto per lavoro mi sono trovato a combattere con stipendi e conguagli fiscali fin dal 1974 e a continuare fino al 2000. Allora si usavano solo le calcolatrici, inizialmente quelle a manovella, e di conseguenza bisognava conoscere bene i meccanismi e districarsi fra tabelle e prontuari. A partire dall’anno 2000 tutte le pubbliche amministrazioni si sono informatizzate per cui non è stato più necessario usare calcolatrici, tabelle e prontuari. Il software aggiornato con le nuove norme da allora fa tutto. L’operatore carica i dati e il software dà il risultato.

Chi sa più fare una dichiarazione dei redditi? Oggi si va al CAF, si porta il CUD, ti compilano il mod. 730 dietro modico compenso, ti danno una pseudo ricevuta e sei a posto. Eventuali conguagli li troverai direttamente in busta paga o nella pensione.

Di conseguenza quando i politici parlano di imposte, ti possono propinare tutto quello che gli pare e piace, tanto la massa non ne capisce un ca…..o.