martedì 19 luglio 2016

CHE FINE HA FATTO GREEN PLANET?





Post dimenticato nel cassetto, che a suo tempo non ho più fatto pubblicare. Tanto qui non lo legge nessuno. 


MA A MATERIA PRIMA SEMPRI MUNNIZZA E'


Il tentativo dell'amministrazione comunale di accogliere nel nostro territorio l'iniziativa della ArrowBio Italia s.r.l. di costruire e gestire un impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani, dalla data del comizio di Vito Barone, ha scatenata una vera e propria guerra contro tale iniziativa. Si è scritto che gli israeliani hanno invaso Ciminna. Se non sbaglio anche la storia ci dice che già parecchio tempo fa gli ebrei erano stati costretti a lasciare il nostro paese e anche la Sicilia con il pretesto di un pregiudizio religioso per cui la vicenda dell'ArrowBio Italia, con il suo brevetto israeliano, mi fa venire in mente quegli avvenimenti.
L'impresa privata avrebbe investito 33 milioni di euro e avrebbe consentito al comune di Ciminna e ad altri 14 Comuni della zona di smaltire a costi più bassi i RSU che attualmente vengono inviati alla discarica di Siculiana con costi altissimi in termini di rischi degli operatori, di consumo di carburanti, usura macchine e soprattutto con il perdurare della maniera peggiore di smaltire i rifiuti e cioè con il conferimento in discariche lontane che producono inquinamento su inquinamento.
In tutta questa vicenda è indispensabile tenere sempre presente che stiamo parlando di un impianto che avrebbe dovuto sorgere nella pianotta di Vicari, in zona industriale secondo il P.R.G., vicino alla SS. 121 che ha un intenso traffico veicolare di tutti i tipi con produzione di inquinamento acustico e atmosferico in quantità industriale e della peggiore qualità. Nella zona sorge anche un allevamento di suini con macello annesso di proprietà della società Diliberto che ha sede legale a Belmonte Mezzagno che, suppongo, ha un impatto ambientale piuttosto notevole ma che, suppongo pure, dovrebbe essere in regola con tutte le normative previste per tale tipo di attività. E infine la suddetta località, anche se entro i confini comunali, si trova a 4,5 Km. in linea d'aria dal centro abitato di Ciminna e da essa separata da rilievi collinari.
Tutto ciò premesso, dopo il comizio di Vito Barone c'è stata una alzata di scudi da parte di alcune delle più importanti personalità del paese che hanno mobilitato, a loro dire, la stragrande maggioranza della popolazione contro il progetto della ArrowBio. Viene creato il "Comitato di salute pubblica pro Ciminna" di cui però non fa parte il promotore dell'iniziativa, Vito Barone, uno dei tre candidati sindaco alle ultime amministrative, e neanche i consiglieri di minoranza proprio perchè non si possa pensare che questa battaglia abbia un qualche fine politico. A parte il fatto che non ci trovo nulla di scandaloso che una battaglia giusta venga usata anche a fini politici, ritengo che la stessa motivazione della non partecipazione al comitato sia la prova che la motivazione politica c'è. Però quello che trovo scandaloso, come ho già avuto modo di scrivere, è la denominazione stessa che è stata data al comitato, che per me è inappropriata. Mi volete spiegare quale effetto negativo poteva avere per la mia salute quell'impianto, che comunque è poco inquinante, situato a 4,5 Km. di distanza della mia abitazione da cui ci separa pure una collina? E questo vale anche, a mio parere, per la stragrande maggioranza degli abitanti di questo paese. I benefici che la popolazione avrebbe tratto da questa iniziativa sarebbero stati enormemente superiori rispetto agli effetti negativi che comunque sono inevitabili in qualsiasi cosa si faccia. E a questa conclusione sono arrivati, sempre a mio parere, i consiglieri che il 28/10/2015 hanno votato a favore della dichiarazione di pubblico interesse del progetto in argomento.
In tutta questa vicenda, oltre agli errori commessi dall'apparato burocratico comunque non riconducibili a scelte politiche, l'accusa più rilevante fatta dal comitato nell’assemblea del 6/3/2016 è la violazione dell’art. 29 dello statuto del comune di Ciminna che riguarda l’informazione e i dibattiti che devono precedere gli atti che hanno rilevanza sull’assetto del territorio. A parte che non è detto che tra tali atti sia necessariamente da comprendere la dichiarazione di pubblico interesse deliberata dal Consiglio Comunale che comunque è un organo che rappresenta i cittadini e normalmente delibera dopo un dibattito, è da rilevare che quella delibera era un atto preliminare che di per sè non produceva alcun effetto come poi è successo con la mancata approvazione del progetto da parte della SRR.
Inoltre gli atti e documenti relativi al progetto erano consultabili da tutti nel sito web del Comune. Comizi, assemblee, riunioni e interventi di esperti e non esperti sull’argomento ArrowBio mi pare che ne abbiamo avuto anche troppi fino al consiglio comunale del 30/1/2016, quando si è saputo che il progetto è stato definitivamente respinto dalla SRR Palermo est con lettera del gennaio 2016. I dibattiti sono proseguiti anche oltre la pubblicazione di quella notizia. La cosa che più mi rattrista è che alla fine è prevalso l'egoismo ipocrita e il pregiudizio irrazionale, sempre che sia vero che la stragrande maggioranza della popolazione non voglia nel territorio di Ciminna questo tipo di impianti. Chi si sentiva danneggiato dalla vicinanza di questi impianti alle proprie terre avrebbe fatto benissimo a difendersi dal presunto danno e penso che non gli sarebbe mancata la solidarietà dei ciminnesi, ma tirare in ballo la salute degli abitanti del paese che non c'entrava nulla, secondo me è stata una mossa politica meschina. Ritengo che gli esperti che sono stati chiamati a dare la loro consulenza sulla vicenda nell'assemblea del comitato di salute pubblica pro Ciminna avrebbero dovuto rispondere chiaramente alla domanda: i rischi e inconvenienti che inevitabilmente sono insiti in ogni attività umana, in questo caso erano accettabili rispetto ai benefici che se ne sarebbero tratti in termini di miglioramento della situazione dell'ambiente complessivo, di benefici economici nonchè occupazionali?
Secondo me a questa domanda non è stata data una precisa risposta, anzi si è andati spesso fuori tema, anche se tutto ciò che è stato detto era utilissimo.
La conclusione che ogni paese dovrebbe trattare i propri rifiuti, la trovo anacronistica e al di fuori di ogni realtà. Quello che mi fa perdere ogni speranza nel futuro è che anche qualche giovane si è pubblicamente espresso per tale conclusione. Per restare in loco, mi volete spiegare dove andiamo ad accumulare i rifiuti dei ciminnesi, secondo questa teoria? ArrowBio non ci sarà di sicuro; Green Planet, che anzichè operare con criteri imprenditoriali dovrebbe essere al servizio dei politici di turno, in ogni caso tratterà solo la parte umida dei rsu, e il resto? Lo mettiamo sotto il tappeto? Stante a questa teoria, per quale motivo da qualche altra parte dovrebbero tollerare l'inquinamento che si produce per l'energia elettrica che serve a Ciminna? E si potrebbero citare un'infinità di altri esempi.
La pianotta di vicari non è Ciminna, e prima di essere territorio del nostro comune di proprietà di privati, è suolo della Sicilia, dell'Italia e del mondo. Il vero motivo della mobilitazione è stato chiaramente detto nel pubblico comizio del 30/1/2016 quando si parla dei presunti effetti negativi della presenza di questi impianti sul valore dei terreni della zona, che non si sarebbero più potuti vendere a 3 o 4.000 euro al tumolo. E ancora nell'ultimo consiglio comunale del 17/3/2016 il consigliere Urso Miano che esprime la sua preoccupazione per un terreno che valeva 90 mila euro e ora forse ne vale molto meno, che lo stesso consigliere anche se inizialmente presente nella riunione del 9/2/2015 dopo avere chiesto ai progettisti della Green Planet se erano stati informati i proprietari delle terre confinanti, ha lasciato l'aula e non ha partecipato alle votazioni. Se si fosse avviata una campagna in difesa dei più che legittimi diritti dei proprietari terrieri e di allevamenti vari della zona, sarebbe stata una lotta sacrosanta e condivisibile. Ma si è scelto di coinvolgere anche la salute dei ciminnesi, che non c'entrava nulla, per ottenere un impatto più forte nell'opinione pubblica, una scelta secondo me disonesta e ingannevole che non smetterò di denunciare. Se a qualcuno gli aggettivi "disonesto" e "ingannevole" sembrano troppo pesanti allora mi spieghi in che modo quegli impianti avrebbero danneggiato la mia salute più dell'inquinamento che tutti i giorni producono le automobili, i camion e quant'altro che passano davanti alla mia abitazione, per non parlare delle caldaie e di altri macchinari e sorgenti di inquinamento varie. E come me sono la stragrande maggioranza dei ciminnesi.


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